Intervento di Cataratta 2018-02-12T16:45:36+00:00

L’intervento di Cataratta

La Cataratta è nota da sempre
(cataratta dal greco κατα(ρ)ρáκτης – cascata)

Secondo l’OMS, su 38 milioni di ciechi al mondo più della metà sono dovuti a questa patologia. Il visus del paziente che presenta la cataratta varia a seconda della quantità di luce ambientale, qualche volta si vede male con il sole o di fronte a luci forti come i fari delle auto. Con la cataratta può comparire una miopia che nell’anziano riduce la presbiopia (difficoltà nella visione da vicino) per cui riesce a leggere senza occhiali cosa che erroneamente fa pensare a un miglioramento. Raramente può comparire la poliopia (visione sdoppiata) monoculare. Per porre diagnosi di cataratta è necessaria la visita oculistica con lampada a fessura e possibilmente dilatando le pupille mediante instillazione di collirio.

Cos’è la Cataratta e perchè viene?

Quando il cristallino perde trasparenza e diventa opaco si ha la CATARATTA e la messa a fuoco delle immagini diventa difficile o impossibile. La cataratta è un normale processo di invecchiamento dovuto ad alterazioni metaboliche senili. La cataratta è definita “senile”, in persone con più di 60 anni; se insorge nella quarta o quinta decade di vita si definisce “presenile”.

Inoltre la cataratta può essere complicata a causa di malattie del bulbo oculare:

  • iridociclite,
  • uveiti posteriori,
  • glaucoma acuto e cronico,
  • miopia elevata.

In alcuni casi, molto rari, può essere provocata da traumi contusivi o ferite perforanti.

Fra le malattie sistemiche il DIABETE è la malattia in cui insorge più frequentemente la cataratta. Le probabilità che ha il soggetto diabetico di andare incontro a cataratta è quattro volte superiore a quello di un soggetto normale. Cataratta di origine farmacologica può essere secondaria a trattamenti cortisonici oppure a miotici, colliri usati ormai raramente nel glaucoma.

In rarissimi casi può essere presente alla nascita:”congenita”. Per la maggioranza delle persone la sostituzione del cristallino significa il ritorno a svolgere le proprie attività, in definitiva una vita normale.

Il Decorso

Il decorso della cataratta non è prevedibile; normalmente la sua evoluzione è lenta. Quando la perdita della trasparenza diventa uniforme e compatta si parla di cataratta matura che talvolta evolve fino alla cataratta ipermatura, evento che complica la riuscita dell’intervento chirurgico. Non ci sono trattamenti medici, colliri o occhiali che possano far scomparire la cataratta o prevenire la sua evoluzione.

Visita Oculistica e Diagnosi

Quando un paziente si accorge che la visione è opaca, nebbiosa ed indistinta dovrà richiedere una visita oculistica per accertarsi dell’origine di questi disturbi. Il medico effettuerà opportuni esami, che possono variare a seconda dello stadio di evoluzione della cataratta stessa, tra questi l’esame con lampada a fessura con la dilatazione delle pupille ottenuta con instillazione di collirio.

Cosa fare dopo la diagnosi della Cataratta

Posta la diagnosi di cataratta il trattamento è esclusivamente chirurgico, infatti attualmente NON esiste un trattamento medico o farmacologico per prevenire o evitare la formazione della cataratta.

Quando è necessario sottoporsi all’intervento chirurgico?

Dipende da tanti fattori:

  1. Il grado di riduzione della vista,
  2. La presenza di altre malattie oculari (presenza: glaucoma, maculopatia, retinopatia diabetica o altre)
  3. Le condizioni e abitudini di vita (guida dell’auto, vita autonoma).

Il Cristallino Artificiale

Il metodo più valido ed efficace per una buona visione per i pazienti operati di cataratta è quello che prevede l’impianto di un cristallino artificiale (IOL) che è una lente intraoculare perfettamente tollerata che non comporta fenomeni di rigetto. Salvo pochissime eccezioni (miopia molto elevata) tutti i pazienti sono idonei all’impianto di un cristallino artificiale. Il calcolo del potere diottrico del cristallino artificiale detto IOL (Intra Ocular Lens) da impiantare viene effettuato durante la visita preliminare, con uno strumento apposito chiamato ecobiometro. Ai pazienti astigmatici può essere proposta una lente intraoculare che corregga anche l’astigmatismo corneale (Lente Torica).

Il giorno dell’intervento

Viene ricordato al paziente che, terminato l’intervento, non potrà guidare e quindi deve necessariamente essere accompagnato.

Viene pertanto esaminato il segmento anteriore ricercando eventuali segni di patologia infiammatoria che potrebbero rendere necessario un rinvio dell’intervento.

Una volta in sala operatoria, personale specificatamente educato alla chirurgia oftalmica aiuterà alla preparazione dell’intervento. Si procede alla disinfezione delle palpebre e della zona periorbitaria. Successivamente vengono instillate gocce per la dilatazione e per l’anestesia topica (con collirio monodose anestetico). Questa e’ l’anestesia più gradita dai pazienti perché si evitano le iniezioni attorno all’occhio, di solito, molto fastidiose.

Viene posizionato un ago cannula, in genere sul braccio, per eventuale necessità di farmaci sedativi o infusione di liquidi. La massima attenzione viene dedicata al mantenimento della sterilità. Il materiale è sempre “a perdere” cioè non più risterilizzabile a fine intervento.

Come viene eseguito l’intervento chirurgico

L’operazione di cataratta è un intervento di microchirurgia molto delicato e preciso che richiede molta competenza ed esperienza, è sempre eseguito con l’aiuto di un microscopio operatorio.

Il paziente viene fatto sdraiare su un lettino e dopo ulteriore disinfezione con collirio, si inizia la procedura microchirurgica di facoemulsificazione. Con questa tecnica la cataratta viene frammentata dentro l’occhio e contemporaneamente rimossa mediante un sistema di irrigazione e aspirazione dei frammenti.

Non si tratta di una metodica “Laser” ma di un sistema ad ultrasuoni. Inizialmente viene asportato l’involucro anteriore della cataratta (capsula anteriore) poi viene frammentata ed aspirata la parte centrale (il nucleo e la corticale); l’involucro posteriore viene lasciato in sede per costituire il supporto alla lente intraoculare (IOL). Di regola l’intervento non richiede punti di sutura, in quanto il taglio è inferiore ai 2,75 mm. ed è totalmente indolore.

Dopo l’intervento di Cataratta

Al termine dell’intervento il chirurgo e/o il personale informeranno come comportarsi a casa, verrà consegnata la terapia domiciliare e la data del primo controllo che solitamente e’ il giorno successivo.

A casa dopo l’operazione

Dopo circa 2 ore dalla dimissione il paziente dovrà cominciare ad instillare i colliri prescritti nell’occhio operato. Prima di instillare le gocce il paziente deve assolutamente lavarsi bene le mani. Sarebbe consigliabile portare occhiali scuri anche in casa per almeno una settimana. Durante la notte, i primi giorni, l’occhio va protetto con una “conchiglia” di plastica. Evitare pressioni sull’occhio operato, non si deve strofinarlo anche se ha prurito. Si può leggere, scrivere e guardare la televisione con l’occhio non operato, eventualmente applicando un pezzo di nastro adesivo di carta sulla lente dell’occhio operato.

Il giorno successivo al PRIMO CONTROLLO l’occhio può essere un po’ rosso e soprattutto quasi sempre si avverte una sensazione di sabbia o di corpo estraneo.

Durante il primo controllo si valuta il visus naturale perché la correzione è in una fase di veloce modificazione. Di solito la terapia prosegue con colliri antibiotici/cortisonici + colliri anti infiammatori e/o lacrime artificiali.

Nei primi giorni dopo l’operazione si potrà avere una visione molto chiara con i colori molto vivi; talvolta invece potra’ essere annebbiata e devono trascorrere più giorni per il miglioramento.

Il lavoro in ufficio può essere ripreso dopo 2 o 3 giorni, per lavori pesanti, per l’attività in palestra o in piscina bisogna aspettare più tempo (almeno 10 giorni).

è sconsigliato l’uso dell’auto per circa 1 settimana, quasi sempre è meglio aspettare fino al SECONDO CONTROLLO, normalmente dopo circa 8-10 giorni, durante il quale si valuta prima il visus naturale poi quello corretto.

è importante ricordare che il recupero del visus dipende anche dalle condizioni della retina e del nervo ottico.

In seguito al secondo controllo viene in genere modificata o ridotta la terapia.

La prescrizione definitiva dell’occhiale varia a seconda dei casi.

Per concludere bisogna ricordare che, anche a guarigione avvenuta, nei mesi e negli anni successivi l’occhio va periodicamente sottoposto a controlli oculistici.

Possibili Complicanze

Come evidenziato nel “CONSENSO INFORMATO”, che viene consegnato in sede di visita e sottoscritto prima dell’intervento, i rischi variano a seconda del tipo di cataratta e da eventuali patologie concomitanti.

L’intervento di cataratta, apparentemente semplice perchè di breve durata, richiede al chirurgo anni ed anni di preparazione ed ottime strumentazioni di ultima generazione. È in assoluto la procedura chirurgica più frequente e quella che offre i migliori risultati con minori complicazioni.

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